Chirurgia Grafica

Disegno, Elaborazione grafica e Fotoritocco

Mignotta

Posted by KaJu su 4 marzo 2011

Mignotta

Ma esiste ancora una ragazza sana,
onesta, brava e non puttana?

Una donna amabile, che dispensa gioia,
senza dover esser pure troia?

C’è ancora nel mondo qualche signorotta,
che non sia anche un pò mignotta?

Non importa se povera e vive in baracca,
purchè non sia una baldracca.

Non mi riferisco a quelle che lo fan di mestiere,
ma alle prede del puttaniere:

Quelle che simulan indignazione,
se le apostrofi come “troione”.

Colei che si consuma culo, figa e bocca,
per esser del “donatore” la propria “cocca”.

Per tutti non sono altro che bagasce schifose,
ma allora com’è che son le più vittoriose?

Io le schifo, le detesto e mi fanno cagare,
hanno estinto la vera donna sia in terra che in mare.

La mia speranza vana è che un giorno rinascano nuovamente,
le nobili di animo e le soddisfacenti di mente.

A tutte le altre femmine di merda dedico queste parole:
Che possa con un botto scoppiarvi il cuore.

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4 Risposte to “Mignotta”

  1. Legionario said

    Mitico KAJU,

    anche questa volta, con l’acume e l’ironia che ti sono propri, sei riuscito a tradurre in versi il profondo disagio e l’amarezza che attanagliano me e – mi pare – anche molti altri uomini che hanno ancora molto da donare alle donne, di fronte ad un panorama dominato da vampiresse, disposte a succhiarti tutto (iniziando dai danari, per arrivare all’energia vitale) pur di avere ciò che vogliono.
    Dove é andata a finire la donna dispensatrice di gioia che hai tui invochi?
    Hai perfettamente interpretato il mio stato d’animo: del resto non poteva essere diversamente, visto che siamo entrati subito in empatia sin da quel giorno del lontano aprile 2003, quando, così lontani dalla nostra terra e pur essendo per te non più che un perfetto sconosciuto, mi rincuorasti ed incoraggiasti con le tue parole piene di umanità e comprensione.
    Temo che molte donne siano, purtroppo divenute a loro insaputa vittime dell’imperante cultura maschilistica, opportunistica e tesa al raggiungimento del “Dio Denaro” (come canta Morgan) e della vita facile e, pertanto, vedono l’uomo solo come un mezzo e non come il fine (ossia come ciò su cui debbono riversare il loro amore. Beninteso: l’uomo deve fare lo stesso e non considerare la donna come una merce).
    Ora io mi chiedo – e ti chiedo – che speranza può avere un mondo dominato da questo tipo di donne da te così abilmente descritto?
    Oggi non basta neanche più il celeberrimo lanternino per trovare una Donna con la “D” maiuscola, che sia, cioé non solo compagna di letto (che é pur sempre meritorio…), ma anche e soprattutto compagna di vita e per la vita, capace di dare serenità, orgoglio e fierezza all’animo dell’uomo.

  2. Oggi non c’è la donna, c’è l’oggetto femmina:

    Qualcuno può spiegarmi come possa un maschio intelligente, non considerare la femmina di questa epoca come un oggetto? Una persona munita della minima capacità di osservazione e di pensiero, guardandosi attorno cos’è che vede in relazione alla sfera femminile? Cosa sono oggi le femmine?

    Un “essere perfezionato” si è liberato dalle dipendenze. Si è allontanato dalla dipendenza relativa al successo, al potere, al prestigio e, fondamentale, al desiderio sessuale;
    Un “essere schiavo del mondo”, invece, è incatenato a svariate dipendenze. Queste catene hanno creato una società malata e debole, che si autoalimenta fagocitando se stessa.
    Oggi giorno, dopo secoli e secoli di storie (famose e sconosciute, nel pubblico o nel quotidiano) in cui si sono verificati fenomeni di accumulo di ricchezze, potere e fama, grazie a conoscenze, pagamenti diretti e indiretti, minacce o legami di parentela, (ecc…), noi esseri umani ci siamo “abituati” alla presenza sempre maggiore di persone che “hanno” o “sono”, non grazie ad un merito proprio (alle caratteristiche intrinseche di se stessi come esseri), ma grazie al marciume e alle debolezze del mondo (ossia dell’uomo schiavo del mondo).

    In questo putridume, si sta accumulando un altro fenomeno analogo, in cui però è ancora lontano il raggiungimento di “tolleranza e abitudine” che garantisce il vivere sereno e rassegnato come per i fenomeni esposti prima. Questo nuovo fenomeno (nuovo in relazione ad altri analoghi) è quello del “puttanesimo”. C’è chi dice “c’è sempre stato” ma in realtà la forma che ha assunto in questa epoca, è di tutt’altra pasta.
    Quando voi, ripeto, non ancora abituati appieno al fenomeno del puttanesimo, guardandovi attorno vedete il fiorire di queste femmine che si auto trasformano in oggettistica di natura sessuale (in varie forme) al fine di “essere” o “avere”, come riuscite a non venirne disgustati? Come potete non avere compassione nei riguardi di chi ancora oggi si ostina a difendere la femmina come persona al pari del maschio?
    Anche partendo da una buona dose di volontà, nel voler considerare maschi e femmine tutti uguali come persone, come si può evitare di osservare che molte di loro dicono e fanno cose (sempre nell’illusione di una libertà che non hanno) che comportano l’utilizzo della debolezza maschile (in particolar modo la sua dipendenza dal desiderio sessuale) dell’”essere schiavo del mondo”, per poter a loro volta manifestare una propria debolezza femminile (la dipendenza dal prestigio, potere, successo) a scapito della perdita interiore di umanità?
    Come può qualsiasi femmina lottare per le pari opportunità delle donne, durante il periodo in cui è più evidente il fenomeno del “puttanesimo” che è la sua manifestazione esattamente contraria?
    Come può una battaglia esser vinta quando coloro che vi lottano sono la causa stessa che si cerca di abbattere?
    Quando il rozzo camionista albanese di 50 anni fa il suo lavoro, se nella cabina del suo camion c’è il calendario di una “modella nuda”, chi può essere così demente da affibbiare a lui la colpa della mercificazione di quella femmina? Nessun essere pensante. Certo, lui utilizzerà l’oggetto femmina (le immagini) per uno scaricamento spermatico rilassante, ma perché quella femmina ha accettato di diventare un oggetto utile al maschio per quello scopo? La dipendenza dalla fama, denaro, prestigio.
    Come si può non ridere quando questi oggetti femminili parlanti, giustificano la propria mercificazione come una manifestazione di libertà? La libertà la si raggiunge quando non si hanno dipendenze. La libertà la può raggiungere un individuo vivente, non un oggetto.

    Affinchè l’intero discorso possa scomparire, è necessario che tutti noi ci abituiamo al fenomeno del “puttanesimo”. A questo scopo ci aiuta molto la televisione, le riviste e anche la realtà quotidiana. Oramai ci siamo così assuefatti a vedere tizie che per il semplice merito di essere belle (nel momento e posto giusto, ossia sempre in presenza del maschio dipendente dal desiderio sessuale con il potere di assunzione o raccomandazione) riescano a “diventare” e ad “avere”, che il disgusto si attenua.
    Cosa sarebbe accaduto se il giorno in cui si è decisa l’assunzione di quella valletta, attrice, dirigente, ministro, conduttrice televisiva, ecc… invece di un uomo comune (schiavo del mondo) ci fosse stato uno più perfezionato (meno dipendente dal desiderio sessuale)? Sarebbe accaduto un miracolo. La femmina comune non ha potere sul perfezionato e il maschio comune non ha potere sulla perfezionata.
    Cosa dovrei pensare quando in un sito qualsiasi, vedo la foto di un nudo femminile? Chi ha il coraggio di biasimarmi se in quel momento sto valutando quella femmina come l’oggetto utile al mio desiderio quando è lei stessa, ancor prima che io la veda, ad essersi posta come tale?
    E’ un circolo vizioso che si autoalimenta che ha una sola soluzione: Il perfezionamento del singolo. Chi associa il fenomeno solo ad una ristretta cerchia di sottogruppi (“i maschi porci” e “le troiette”), non ha capito nulla e sottovaluta il tutto.

  3. Legionario said

    Vero KaJu,

    sono perfettamente d’accordo con te.

    Come faceva comprendere G. Orwell nel suo profetico “1984”, una menzogna può diventare vera a furia di ripeterla, perché tutti finiscono per crederci a forza di sentirla. E’ per questo che dobbiamo ancora e sempre indignarci e – ancor meglio – cambiare canale di fronte a programmi o non comprare prodotti nei quali la donna é mercificata.
    Sotto questo profilo mi pare meritorio che molte donne – e non solo quelle “brutte” come qualche malizioso potrebbe pensare o qualcuno potrebbe dire usando uno stile veramente offensivo che ha già manifestato verso il genere femminile – la riscossa delle donne scese in piazza a febbraio (sempre che non si tratti di mera strategia politica) per rivendicare con orgoglio la propria dignità in quanto esseri umani e non, come giustamente ed efficacemente hai scritto tu, “oggetti femminili parlanti”.
    Condivido profondamente, infine, il tuo invito a cambiare noi stessi per cambiare il mondo che ci circonda.
    Il vero cambiamento inizia sempre da ciascuno di noi: se nessuno di noi lo fa, infatti, nessuno di noi può permettersi di giudicare o fare la morale agli altri.

  4. Legionario said

    La strategia della mercificazione della donna non é altro che uno step della più generale mercificazione dell’essere umano, portata avanti dal Poteri Forti.
    Quello al quale stiamo assistendo – e tu lo hai indicato nel tuo post – é la progressiva alienazione dell’Uomo.
    L’Essere Umano, infatti, sta lentamente, ma inesorabilmente, venendo svuotato dall’interno di ciò che gli permette di innalzarsi al di sopra della materia: cioé la sua UMANITA (scusami l’uso del maiuscolo, ma lo faccio solo per sottolineare anche graficamente l’importanza del concetto).
    Guarda cosa accade: gli onesti ed i meritevoli sono derisi e fatti passare per “marziani” o come persone menzognere, i ladri ed i delinquenti invece, vengono osannati ed innalzati a tutti gli onori, poiché sono in grado di pagare, corrompere, “sistemare” persone e fare favori.
    Cio’, a mio avviso, viene fatto a scopi politici e di profitto commerciale.
    Quando l’Uomo sarà ridotto a mero oggetto che cammina, perché lo si sarà privato di ogni valore morale (e ci stanno riuscendo benissimo, vedi il discorso sulle donne che accettano di divenire oggetto perché é più comodo e perché inconsapevoli vittime di un Potere maschile e violento), d’ogni capacità critica e forza di resistenza morale, sarà docile e prono ed il Potere (politico ed economico) lo controllerà e piegherà molto facilmente: sostieni questo, vota così che ti tolgo le tasse, compra questo che ti risolve i problemi, guarda il Grande Fratello o l’Isola dei famosi e non pensare al fatto che sei disoccupato, perché i veri problemi sono quelli della “Casa” o dell'”isola” e non quelli della vita di tutti i giorni.
    Svegliamoci, tutti: stanno sostituendo la finzione alla realtà.
    Io mi permetto di citare un episodio tratto dal film “La Storia Infinita” (perdonatemi, non ho ancora avuto il tempo di leggere il libro…). Quando il guerriero Atreiu (che, lo sottolineo, lotta affinché il Nulla non vinca), s’imbatte nel lupo Gmork ed inizia un dialogo che é certamente il succo di tutto il film.
    Il lupo spiega di essere il servo del Potere che sta dietro il Nulla e che il Nulla non é altro che la disperazione che affligge l’uomo (e che, con potente rappresentazione cinematografica, é artefice della distruzione del mondo: ricordate che Artax, il cavallo di Atreiu muore inghiottito dalle paludi della tristezza poiché si era lasciato vincere dallo sconforto!?). Gmork spiega anche che il suo scopo é quello di aiutare il Nulla, ossia la disperazione presente nel mondo, a vincere. E quando Atreiu gli chiede per quale motivo stia facendo tutto ciò, il lupo gigante gli risponde: “Perché é più facile dominare chi non crede in niente!”
    Ecco, a mio parere questo é quello che sta avvenendo ai nostri giorni: lentamente ci privano della nostra umanità e della nostra forza morale, in modo che non abbiamo più orgoglio e fierezza per opporci a Loro.
    Dobbiamo tutti resistere e salvaguardare la nostra umanità, che é il nostro bene più prezioso e l’unica risorsa che possa scongiurare un domani alla “1984”.

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