Chirurgia Grafica

Disegno, Elaborazione grafica e Fotoritocco

Stratagemma Marcellino

Posted by KaJu su 25 ottobre 2012

Definisco “Stratagemma Marcellino” il trucchetto, usato da alcuni, di mascherare i difetti tecnici di una foto o di una rielaborazione grafica, agendo direttamente sulle dimensioni: Riducendo le immagini “oltre” il minimo che consenta di essere osservate in maniera soddisfacente persino per il web.

Il termine “Stratagemma Marcellino” è coniato in onore di un grande utilizzatore di tale pratica, conosciuto su un sito di fotografia “costituito della stessa materia di cui è fatta la merda” (parafrasando Shakespeare).

Precisiamo due concetti cardine, che sono chiari per tutti tranne che per le teste di cazzo:

Due immagini (foto, illustrazioni, rielaborazioni, dipinti, ecc…) identiche, acquistano due valori diversi a seconda della dimensione.

Concentriamoci sulle dimensioni di una foto (o di una rielaborazione grafica) digitale. Se abbiamo la stessa immagine in due dimensioni diverse, una a 500×500 pixel e una a 3000×3000 pixel, quella che ha più valore è la seconda: La seconda può essere stampata ad una dimensione maggiore a parità di definizione e può essere “ridotta” alle dimensioni della prima senza problemi. Quella a 500×500 pixel invece, se stampata alle dimensioni della precedente perde dettaglio e se ridimensionata pure.

Mentre per le foto le dimensioni dipendono solo dalla potenza della macchinetta fotografica, nel campo delle rielaborazioni grafiche entrano in gioco molte variabili che influenzano negativamente quel parametro. Il rielaboratore se costretto ad utilizzare, ad esempio, elementi estranei alla foto originale, deve tener conto della diversa definizione di questi ultimi. Dovrà anche armonizzare bene l’assemblaggio dei vari elementi e rendere realistici i contorni. Oltre a queste cose, andrà ad effettuare varie modifiche a seconda delle proprie capacità in materia. Una volta terminata l’immagine, la ridimensionerà di un valore tale da mantenere più possibile alta la grandezza rispetto alla foto originale, ma annullando o riducendo al minimo le discrepanze dovute a gli aspetti sopra ricordati. Maggiore sarà l’abilità del rielaboratore o la qualità delle sue fonti, maggiori saranno le dimensioni delle sue immagini.

Ora che abbiamo ricordato questi due aspetti, ritorniamo a parlare dello “Stratagemma Marcellino“. E’ ormai chiaro a chiunque che, dalla dimensione di una immagine, si può risalire al grado di competenza di chi c’ ha messo mano sopra. Ridurre le dimensioni della propria immagine per essere utilizzata sul web, è un conto (se quella a dimensioni effettive esiste altrove), ma ridimensionarla volutamente a grandezze che vanno al di là di qualsiasi percezione soddisfacente di chi la guarda, è paraculaggine (o mascheramento di incompetenza). E’ l’equivalente di un cuoco che vi fa assaggiare qualcosa cucinato da lui, coprendo il sapore con un chilo di ketchup e poi vi chiede “di cosa sa?”. A cosa serve mostrare in un sito foto di dimensioni così piccole da impedire anche ad un occhio esperto di valutarne l’effettiva qualità data dall’assenza di difetti visibili nelle dimensioni originali?

La cosa brutta oltre a chi ricorre allo “Stratagemma Marcellino” è l’esistenza di chi non si accorge della sua attuazione. Altra dimostrazione di incompetenza.

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